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Una fede filosofica, Antonio Banfi negli anni della sua formazione

Marcello Gisondi

Edizioni di storia e letteratura 2015

L’autore di questo pregevole studio sugli anni giovanili di Antonio Banfi sta per ricevere il giusto
riconoscimento per la cura della corrispondenza tra Norberto Bobbio e Piero Calamandrei, al premio
Aganoor Pompili consacrato ai carteggi a Magione.

Ci ha cortesemente fatto omaggio della sua tesi di dottorato sul filosofo Antonio Banfi, dedicata alla
ricostruzione dei suoi anni di formazione, discussa alla Federico II di Napoli nel 2010.
Di grande interesse per le origini del pensiero di Banfi, approdato al PCI nel secondo dopoguerra, la ricerca
è particolarmente apprezzabile dal punto di vista metodologico, attingendo a fonti archivistiche e
testimonianze molteplici che consentono di contestualizzare l’itinerario giovanile del filosofo. Una figura
eccentrica nel panorama culturale del primo Novecento, pur frequentando e interloquendo con ambienti
intellettuali differenziati: soprattutto tenace e coerente nel suo pacifismo tolstoiano, e nella diffidenza per
ogni nazionalismo, che lo allontana da Salvemini ed altri interventisti democratici, ivi compreso il grande
sodale Andrea Caffi ed il poeta Rebora.

Molto interessante anche la sua prima frequentazione del marxismo, sistematizzata nell’articolo del 1922
Gli intellettuali e la crisi sociale contemporanea, così come il suo primo atto di protesta antifascista dopo la
marcia su Roma, chiedendo assieme ad un gruppo di cittadini alle autorità del comune di Alessandria di
esprimere l’indignazione per la violazione della legalità costituzionale.

Come scrive Maurizio Viroli nell’introduzione, Gisondi riesce a trovare una continuità d’ispirazione ideale
che supera le dicotomie che contrappongono la fase razionalista e critica dalla fase dogmatica e marxista,
senza cadere nella trappola della coerenza tout court. Dell’eredità spirituale l’aspetto più vitale è
individuato nel metodo socratico che ne fece un grande maestro ed educatore, stimolando tante energie
intellettuali.

“Una biografia avvincente”, la definisce Viroli, sottolineando come troppo spesso chi studia la storia del
pensiero politico e la storia intellettuale si fermi a “idee, concetti e linguaggi”, trascurando “come un
pensiero nasce e si sviluppa dalla vita dello studioso e alla vita ritorna”.
Gisondi sta continuando nella sua ricerca su Banfi e siamo sicuri che saprà aggiungere altro materiale di
riflessione alla ricostruzione di un complesso itinerario.

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