RECENSIONE. La crisi della repubblica nel carteggio Andreotti Cossiga 1985-1992, a cura di Luca Micheletta, Edizioni di stria e letteratura, 2025
La crisi della repubblica nel carteggio Andreotti Cossiga 1985-1992, a cura di Luca Micheletta, Edizioni di stria e letteratura, 2025
Nella collezione di Politica e storia delle Edizioni di storia e letteratura, dedicata alle carte di Giulio Andreotti, sono usciti i i tre volumi del carteggio tra Cossiga e Andreotti 1985-1992 curato da Luca Micheletta, preziosa fonte di documentazione di un passaggio epocale negli equilibri internazionali e interni nonché di una relazione politica ed umana intensa pur nella differenza di caratteri e visioni. Presentato all’Istituto Sturzo da De Rita, D’Alema e Cirino Pomicino, che ne hanno lumeggiato passaggi significativi conditi dai propri giudizi e dalle proprie memorie, si è rivelato un prezioso lascito di memorie e testimonianze fondamentali sulla fine della Prima repubblica, ma anche letterariamente godibili.
Illuminante la consapevolezza di Andreotti:
“Forse devo la mia sopravvivenza politica, dopo la morte di De Gasperi, al mio pressappochismo romanesco unito alla superba pretesa di appartenere ai pochi monocoli in una terra di ciechi o comunque poco vedenti”.
Ci sono nodi istituzionali e politici innumerevoli da approfondire dalla vicenda Gladio ai limiti dei poteri presidenziali alla relazione con il CSM all’articolo 11 in relazione ai conflitti che iniziano a esplodere, per non parlare del terrorismo e della criminalità mafiosa (grazia a Curcio e nomina Falcone): il dialogo tra i due esponenti democristiani collocati in posizioni chiave è preziosa testimonianza di una politica vissuta intensamente e con grande professionalità. È stato De Rita a sottolineare nella sua presentazione la qualità dello staff di amministratori di cui disponeva Andreotti, le cui risposte alle “esternazioni” talvolta fuori delle righe di Cossiga sono sempre sostanziate e pertinenti. Una politica non improvvisata la cui stagione è forse tramontata.
Una introduzione lunga al Primo e due brevi al Secondo e Terzo volume di Micheletta aiutano all’inquadramento, mentre Giuliano Amato si spende sui profili costituzionali dell’operato di Cossiga, con indulgenza, sottolineandone la cultura costituzionale, quasi a difenderlo dall’impeachment.
[Silvia Calamandrei]
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