Il miracolo della ragione
Mostra documentara virtuale
IL MIRACOLO DELLA RAGIONE
LE VOTAZIONI DEL 1964 A MONTEPULCIANO
Il titolo della mostra «Il miracolo della ragione» è l’espressione, folgorante e densa, che Piero Calamandrei utilizzò all’indomani del 2 giugno 1946 per descrivere la nascita della Repubblica Italiana. Lo stupore del grande giurista nasceva da una constatazione storica straordinaria: per la prima volta nel mondo, un popolo decideva di cambiare la forma dello Stato e di congedare un re non attraverso le armi di una guerra civile o i tumulti di una rivoluzione violenta, ma con la forza pacifica e democratica di una matita dentro una cabina elettorale. Coì come avvenne il 6 ottobre 1946 quando i poliziani furono chiamati a votare liberamente per il loro Comune. Questa mostra, realizzata attingendo ai preziosi documenti custoditi nell’Archivio Storico Comunale invita a compiere un viaggio nel tempo dietro le quinte di quella rinascita. Un percorso diviso in quattro tappe che restituisce la carne e il sangue di quei mesi sospesi tra l’ansia del futuro e l’orgoglio del presente. Le carte ingiallite, gli inchiostri sbiaditi e i verbali ordinati che state per osservare non sono vecchie scartoffie: sono le fondamenta della nostra libertà . Custodirli e metterli in mostra significa rinnovare, oggi più che mai, quel meraviglioso e fragile “miracolo della ragione”.
Valorizzare il patrimonio locale
Far conoscere ai cittadini e ai turisti i tesori documentari conservati nell’Archivio Storico di Montepulciano.
Celebrare la ricorrenza:
Commemorare le prime elezioni libere a Montepulciano (Amministrative e Referendum/Costituente del 1946).
Didattica e cittadinanza:
Trasmettere il valore della democrazia e della partecipazione.
Il focus di questa sezione è la transizione dal fascismo alla democrazia, la ridefinizione del corpo elettorale e la grande novità del suffragio universale maschile e femminile.
Chi ha diritto al voto? Epurazione e nuove liste elettorali
All’indomani della Liberazione, l’Italia deve ridefinire i confini della propria cittadinanza. Prima ancora di aprire i seggi, la neonata democrazia affronta un compito delicatissimo: decidere chi ha il diritto di partecipare alla ricostruzione del Paese e chi, invece, ne è indegno. Attraverso il lavoro delle commissioni elettorali, i documenti dell’Archivio Storico di Montepulciano ci mostrano i criteri per la cancellazione dalle liste di coloro che avevano ricoperto cariche di primo piano nel regime fascista.
Ma il 1946 è, soprattutto, l’anno di una rivoluzione attesa da generazioni: il suffragio universale. Per la prima volta, le donne superano i confini della dimensione privata ed entrano a pieno diritto nella vita politica. La stampa locale dell’epoca, come le pagine dell’Araldo Poliziano, si fa cassa di risonanza di questo cambiamento epocale, guidando la comunità — e in particolare l’elettorato femminile e cattolico — verso una consapevolezza nuova. La democrazia italiana ricomincia da qui: da elenchi di nomi scritti a mano, podere per podere, che restituiscono a ogni cittadino la propria voce.
Questa sezione mostra lo sforzo logistico e organizzativo del Comune per allestire materialmente i seggi elettorali in un’Italia che usciva dalla guerra. È la parte più “vissuta” e burocratica della democrazia.
La macchina della democrazia: Preparare i seggi
La democrazia non è solo un ideale, è anche una complessa macchina logistica. Nell’Italia ferita del dopoguerra, organizzare le prime libere elezioni dopo vent’anni di dittatura rappresenta una sfida amministrativa monumentale per il Comune di Montepulciano. Questa sezione svela il “dietro le quinte” di quel momento storico, documentando lo sforzo materiale e umano necessario per allestire i seggi.
Mancava tutto, persino il denaro per le cabine e le urne, come testimoniano gli stanziamenti d’urgenza della Giunta Comunale. Eppure, la macchina si mette in moto: vengono arruolati presidenti di seggio e scrutatori, si preparano i “pacchi elettorali” con la dotazione di cancelleria e si stabiliscono orari rigorosi. I documenti ci parlano anche di tensioni politiche concrete, come la necessità di tutelare l’ordine pubblico vietando il danneggiamento dei manifesti, o di scelte logistiche sul territorio, come lo spostamento del seggio della frazione di Abbadia dalla Casa del Popolo ai locali delle Scuole. È la burocrazia che si fa garante della libertà .
La sezione centrale. Qui si racconta la campagna informativa e il momento storico del Referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, con i relativi risultati.
Il 2 Giugno: Scegliere la Repubblica e i Costituenti
Il 2 giugno 1946 l’Italia si trova davanti a un bivio epocale. I cittadini sono chiamati alle urne per una doppia, storica decisione: scegliere la forma dello Stato tra Monarchia e Repubblica nel Referendum istituzionale, ed eleggere i membri dell’Assemblea Costituente, l’organo che avrà il compito di scrivere la nuova Carta Costituzionale.
Il Comune e la stampa locale si trasformano in veri e propri strumenti di educazione civica. I giornali spiegano nel dettaglio “come si vota”, rassicurando una popolazione che spesso si affaccia alle urne per la prima volta nella vita. In questa sezione, i dati ufficiali e le rilevazioni dell’affluenza a Montepulciano ci restituiscono l’emozione e il senso di responsabilità di quelle ore. I manifesti con i risultati finali e la proclamazione degli eletti per la circoscrizione Siena-Arezzo-Grosseto segnano il punto di non ritorno: l’Italia si scopre ufficialmente Repubblica.
“Autunno 1946: Rinasce il Comune”
L’ultima sezione stringe l’obiettivo sulla dimensione locale: le elezioni amministrative di ottobre, la nascita del primo Consiglio Comunale democratico e l’inizio della vita amministrativa del dopoguerra.
Dopo aver deciso le sorti della nazione in estate, in autunno la democrazia bussa direttamente alla porta di casa. Il 6 ottobre 1946 i cittadini di Montepulciano tornano a votare, questa volta per le elezioni amministrative. Se il voto di giugno aveva ridisegnato il Paese, il voto di ottobre serve a ricostruire la comunità locale, restituendo al Comune la sua vera identità : quella di “casa di tutti”, come titolava significativamente la stampa poliziana.
I documenti di questa sezione catturano la vivacità della campagna elettorale, i manifesti con le liste dei candidati e l’ansia dell’attesa registrata negli appunti sull’affluenza della mattina. Con la proclamazione dei risultati e la prima, storica adunanza del Consiglio Comunale del 16 ottobre 1946, Montepulciano si riappropria delle sue istituzioni civiche. La nascita del Bollettino d’informazioni comunale a dicembre chiude idealmente questo anno straordinario, inaugurando una nuova stagione di trasparenza, partecipazione e cittadinanza attiva.
































































