Skip to content Skip to left sidebar Skip to footer

Il secolo delle umiliazioni ed il suo vissuto

Edward Rutherfurd, Cina, Mondadori 2021

e si vuole comprendere il desiderio di rivincita e di riscatto che c’è nell’ascesa della Cina a superpotenza globale e le ragioni del consenso alla Rinascita o Rinascimento cinese del programma di Xi Jinping, questo romanzo storico può aiutare un lettore occidentale intrattenendolo sulle vicende che vanno dalla guerra dell’Oppio alla caduta dell’Impero, eventi capitali nella memoria della Cina moderna.

Nella buona tradizione del romanzo storico britannico, di cui è maestro Ken Follet, l’autore costruisce una rete variegata di personaggi, inglesi e cinesi, che vivono le vicende storiche e ci accompagnano nell’esplorazione dell’universo cinese e delle relazioni tra Cina ed Occidente dal 1839 al 1911. Ottimamente documentata su fonti saggistiche, la narrazione ci offre squarci sulla vita quotidiana e la cultura cinese, dalla pratica dei piedi bendati, al consumo dell’oppio diffusosi con le esportazioni britanniche, agli esercizi poetici e di calligrafia dei letterati, agli esami di selezione del mandarinato, alle porcellane di Jingdezhen, alla vita di corte nella Città proibita, tra eunuchi e concubine, alla nascita di Hong Kong dopo l’espulsione dei mercanti da Canton. Dettagliate ed accurate geograficamente le descrizioni.

Episodi culminanti le due guerre dell’oppio, la rivolta dei Taiping, la distruzione dell’antico Palazzo d’estate, la rivolta dei Boxer e l’assalto alle legazioni, fino agli ultimi giorni dell’imperatrice reggente Cixi. Le vicende sono osservate da un doppio punto di vista, occidentale e cinese, con personaggi che ne sono protagonisti principali o secondari. C’è una mescolanza di personaggi storici e di figure fittizie di contorno che ci aiutano a dipanare le ragioni degli uni e degli altri, i punti di forza e di debolezza, in un confronto-scontro di civiltà in cui alcune figure riescono ad uscire dai propri pregiudizi e a porsi interrogativi: inglesi che si rendono conto degli eccessi della propria aggressione commerciale e militare e cinesi che anelano ad una modernizzazione che consenta di far fronte alle sfide imposte dalla supremazia tecnologica dei “barbari”.

Ci si affeziona ai personaggi, che seguiamo dalla giovinezza all’età matura fino alla vecchiaia, dalla bella Meiling che non ha i piedi fasciati essendo di origine Hakka, al mandarino Shi Rong, di educazione confuciana, che finisce per confrontarsi col nipote con ambizioni da ingegnere, all’intraprendente Trader (nomen omen) che riesce a farsi largo nell’aristocrazia britannica grazie alle ricchezze accumulate con il commercio dell’oppio, all’eunuco Unghia di Lacca, che diventa curatore delle unghie dell’imperatrice Cixi e partecipe degli intrighi di palazzo.

Sulla guerra dell’oppio c’era già stata l’ottima trilogia di Amitav Ghosh Ibis, che ha indubbiamente qualità letteraria superiore, ma Rutherfurd ha fatto un buon lavoro, con un affresco più esteso e più focalizzato sulla Cina.

« Torna indietro