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Un tour de force napoleonico: “Napoleone in venti parole” di Ernesto Ferrero

Ernesto Ferrero

Napoleone in venti parole

Torino, Einaudi, 2021

 

Confezionato per il bicentenario napoleonico, questo compendio in pillole offre molti spunti di approfondimento, con l’ausilio della densa bibliografia finale. Ma dell’autore si raccomanda soprattutto “N.”, il ritratto di Napoleone all’Elba che gli valse il premio Viareggio, racconto coinvolgente di quella parentesi di dieci mesi, raramente emulato in questo tour de force (anche editoriale, tanti sono i refusi!).

Ferrero riesce meglio laddove attinge alla letteratura, alle notazioni psicologiche, ai ritratti dei coprotagonisti, alla storia dell’arte, tessendo citazioni appropriate per descriverci le gesta, le capacità decisionali, la costruzione del mito di se stesso. Debole il bilancio degli “errori” (capitolo 19), tra cui spicca ovviamente il centralismo e il gigantismo, la dismisura che ha in sé il seme dell’autodistruzione. Ma è proprio la dismisura a costruire il mito prometeico dell’eroe, a conquistargli l’opinione pubblica, a lasciarne memoria imperitura nell’edificio della modernità.

L’attenzione all’organizzazione, ai dettagli di bilancio, alla costruzione della macchina dello Stato, si combinano con la rapidità decisionale, strutturata su una memoria prodigiosa e sulle doti strategiche: la descrizione del sistema operativo si snoda in capitoli ricchi di riferimenti che sollecitano il lettore ad andare oltre.

Le sintesi occasionate dai centenari rinfrescano la memoria e risvegliano la curiosità, e vanno apprezzate nei loro limiti. 

(Silvia Calamandrei)

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