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RICORDANDO MARISA BERNINI

RICORDANDO MARISA BERNINI….

         Qualche  giorno fa Marisa Bernini ci ha lasciati: l’abbiamo salutata l’ultima volta lunedì mattina, alla Chiesa di Sant’Agnese di Montepulciano. In questa sede i sentimenti personali vanno messi in sordina, pur essendo presenti; quello che vogliamo ricordare di lei è l’indefessa attività di promozione culturale che insieme a Claudio Borgoni, suo contitolare dell’Antico Caffè Poliziano, ha portato avanti fin dalla sua comparsa sulla scena poliziana, e a cui spesso la nostra Istituzione ha partecipato.  Non staremo a ripercorrere la storia delle sue iniziative: per questo c’è il sito del “loro” locale http://www.caffepoliziano.it/. Possiamo però raccontare come abbiamo vissuto la sua presenza. Già dall’epoca dei lavori di restauro, nel senso più ampio del termine, del Caffè avemmo l’impressione di una persona gentile e insieme decisa, che aveva in mente un’idea ambiziosa, forse perfino un po’ utopistica,  ma senza perdere mai d’occhio la praticità necessaria per concretizzarla. E grazie a questo spirito il Caffè è riuscito in tempi brevi a divenire un punto di riferimento insostituibile del panorama culturale della nostra piccola città. Le presentazioni librarie, gli eventi, l’appoggio continuo dato al complesso e stimolante progetto del CantinoneArte sviluppato da Claudio, il tutto gestito con tocco leggero, quasi in sordina, che nascondeva l’enorme mole di lavoro che si sa esserci dietro questi eventi, ce la faceva ammirare tantissimo,  per l’apparente facilità e il perenne e scherzoso sorriso con cui accompagnava il suo fare quotidiano. Una donna energica quindi, ma come per tutte le persone in cui l’energia nasce da una profonda convinzione interna, questo fare appariva spontaneo e naturale. L’eleganza del suo tratto ben si sposava a quella del Caffè da lei e da Claudio riportato all’importanza di un tempo: ed era sempre un piacere passare quella soglia e incontrarla, certi di sentirsi a casa e di avere l’occasione di uno scambio di battute gaie e intelligenti su tutto, fossero i pettegolezzi della città o eventi di maggior spessore; quando poi c’erano i veri e propri momenti  di cultura, il Caffè riacquistava quella centralità di luogo d’incontro stimolante, che questi posti hanno avuto in passato e ben raramente hanno oggi, anche e forse soprattutto nelle grandi città come quella Roma da cui Marisa veniva. Ecco: grazie a lei (e a Claudio, ai suoi parenti, amici e collaboratori) il Caffè possiamo ben dire che recuperava il passato, ma per lanciarlo nel presente e nel futuro. Così abbiamo vissuto la sua presenza qui: e siamo certi che la sua eredità sarà raccolta in pieno, con modi e tempi forse diversi, certo, perché ognuno ha il suo stile, ma senza dimenticare le lezioni implicite della sua vita.

Montepulciano, 8 maggio 2013

[Duccio Pasqui]

 

 

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