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Il libro della settimana…dal 16 al 21 agosto 2011: “Veneto agro”

Veneto agro – Operai e sindacato alla prova del leghismo (1980-2010)

a cura di Alessandro Casellato e Gilda Zazzara
Treviso, Istresco, 2011

 

Una lettura agra, come da titolo, che ci fa gustare il sapore di un territorio industriale agricolo e della sua gente, schiacciata tra la crisi di identità del movimento operaio e delle sue organizzazioni storiche, il disfacimento della mediazione democristiano-cattolica,  la crisi economica che colpisce la piccola e media industria veneta, l’ascesa della rappresentanza leghista nelle istituzioni locali e nazionali, in sintonia con lo spaesamento crescente indotto dalla globalizzazione e dalla crescita della presenza degli immigrati.

E’  la ricerca-inchiesta realizzata da ricercatori dell’Università di Venezia, coordinati da Alessandro Casellato e Gilda Zazzara, su commissione della FLAI  (Federazione dei lavoratori dell’agroindustria) CGIL veneta, per conoscere “cultura e valori” dei propri delegati sindacali, figure chiave di raccordo tra l’organizzazione e la base operaia.

Forti delle loro cultura di “storia orale”, il questionario realizzato dal gruppo di ricerca consente di far parlare con autenticità donne e uomini impegnati sul terreno e capaci di registrare la mutazione del territorio veneto degli ultimi decenni e la perdita di credibilità delle organizzazioni tradizionali della sinistra, tanto che ormai è diffusa la doppia militanza o quanto meno l’adesione sindacale in CGIL e politica nella Lega.

Il ritratto che ne esce non demonizza la Lega, e ci dà le motivazioni del suo successo non solo grazie alla cultura da bar e ai miti elaborati e sventolati facendo leva sulle paure basiche dello straniero, sull’estraneità allo stato e alle istituzioni, sulla diffidenza verso “Roma ladrona”. La Lega viene avvertita come presente capillarmente sul territorio, vicina ai problemi della gente, capace di farsene carico e di dargli rappresentanza, mentre degli esponenti politici e sindacali della sinistra si critica l’eccesso di intellettualismo e la distanza: la CGIL preferisce celebrare un evento al teatro la Fenice, che stare vicino alla gente, critica qualcuno.

Una inchiesta preziosa, il cui approccio andrebbe moltiplicato altrove, ed un’iniziativa benemerita fortemente voluta dal gruppo dirigente della Flai veneta con una scelta opportuna e coraggiosa. Ne esce un quadro fuori delle banalizzazioni giornalistiche e dagli stereotipi, di prima mano, che ci interpella anche altrove.

Per citare dalla prefazione di Casellato e Zazzara:

“Il gusto che a noi ha lasciato questo viaggio è di un Veneto agro, terragno senza essere più contadino. Il suo sapore è aspro e pungente, brucia la lingua, fa strizzare gli occhi, ma poi lascia un aroma fresco, tonico, corroborante. Esalta gli angoli nascosti, le contraddizioni, le sedimentazioni dei sapori. L’istinto a tenere alta la testa, il coraggio di dire di no perfino al più forte, la volontà di difendere se stessi, un’idea semplice e tenace della giustizia: questo è il bouquet degli aromi che abbiamo ritrovato in tutte le interviste […]anche di quelli che stanno con un piede nella Cgil e un altro nella Lega. Chi si trova in questa posizione non si sente in equilibrio precario. Né si sente di cambiare casacca quando entra o esce dalla fabbrica: è sempre se stesso, dentro e fuori, senza troppe tensioni e contraddizioni”.

Il libro sta viaggiando per presentazioni, soprattutto in Veneto, ma anche altrove e le discussioni che suscita sono da salutare e meditare.

(Silvia Calamandrei)

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