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Il libro della settimana….dal 15 al 19 settembre 2009

George Orwell

1984

Milano, Mondadori, 2009

“Descrizione
L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”. Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.”

(dal sito: http://www.wuz.it, alla descrizione dell’opera, consultazione del 18.00, 2009)

Quest’opera non è una “novità”. Pensiamo però che sia uno di quei classici il cui messaggio con l’andar del tempo non perde di valore, anzi. Lo sforzo di controllo della cultura scritta da parte del Potere, il disprezzo malcelato, soprattutto da parte degli “operatori economici”, nei confronti degli “artisti”, l’indifferenza dei più nei confronti del libro, sono dei dati di fatto con cui la cultura si deve confrontare praticamente da sempre; oggi poi, con il grande alibi di Internet “tutto per tutti con un clic”, questi atteggiamenti sono diffusi più che mai. Eppure riteniamo che, almeno finora, solo lo strumento letterario  abbia consentito e consenta quegli spazi di riflessione necessari perché qualunque tipo di attività acquisti spessore e valore. Anche quelle meramente tecniche: fino ad oggi solo l’arte e la scrittura hanno consentito la trasmissione del sapere attraverso lo spazio e il tempo. Medici, infermieri, ingegneri, artigiani, commercianti: la qualità della loro preparazione da una parte si appoggia sulla pratica, dall’altro indispensabilmente sulla preparazione teorica che, sola, consente il necessario ampliamento di orizzonti per crescere veramente dal punto di vista professionale. Ecco perché, periodicamente, la lettura di “1984”, che evidenzia la povertà, in tutti i sensi, di un mondo senza cultura, risulta di grande conforto e attualità.

Il libro ha avuto due riduzioni cinematografiche: “Nel duemila non sorge il Sole“, 1956, diretto da Michael Anderson, e Orwell 1984, 1984, diretto da Michael Radford; le due riduzioni hanno un precedente televisivo, realizzato per la BBC nel 1954 da Rudolph Cartier.

(Duccio Pasqui)

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