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Arriva il seguito della storia di Berengario da Paradyse: “Nati nella porpora” di Bert D’Arragon

RICORDIAMO LA PRESENTAZIONE DI SABATO 4 FEBBRAIO 2017

http://www.biblioteca.montepulciano.si.it/node/843

Bert D’Arragon


Nati nella porpora

Roma/Acireale (CT), Tipheret, 2016

 

Siamo nel Milletrecento. Dopo “Il Bimbo e la Quercia” *, prosegue il racconto delle vicende di Berengario da Paradyse, che abbiamo conosciuto giovane studioso e discepolo del grande mistico medioevale tedesco Meister Eckhart. Fuggito dalle repressioni religiose in Europa occidentale, Berengario giunge fortunosamente a Costantinopoli dove viene coinvolto in prima persona nelle complicate vicende della corte imperiale bizantina, in preda a una guerra civile tra l’autoproclamato Imperatore Giovanni Cantacuzeno e l’Imperatrice Anna di Savoia, vedova di Andronico III Paleologo. La narrazione è affidata alle memorie della nobildonna bizantina Eirene, sua moglie, personaggio letterario, presentata come sorella del ministro imperiale Demetrio Kydones, che è invece realmente esistito. Eirene, ormai anziana, scrive ai figli raccontando come aveva conosciuto Berengario (salvandolo da un naufragio!) e la loro storia d’amore, intrecciata alle complicate vicende politiche di un Impero ormai al tramonto, minacciato dall’espansione degli Ottomani da una parte e dalle ambizioni dei principi balcanici dall’altra. D’Arragon non ha dovuto faticare per la trama del suo romanzo, che la Storia di quel periodo gli ha fornito in un piatto d’argento, ricca com’è di colpi di scena politici e drammi sociali. Il tocco del nostro autore è invece nelle lunghe ma affascinanti digressioni (in froma di dialoghi) sull’esperienza del misticismo ortodosso, chiamata “esicasmo”, a cui Berengario ed Eirene aderiscono, pur senza estremismi, e nelle descrizioni d’ambiente, che riescono pienamente a rendere l’atmosfera cupa e infida di una realtà in profonda crisi morale,  politica ed economica. Rispetto a “Il Bimbo e la Quercia”, questo romanzo appare più compatto e scorrevole nella scrittura, e pur nella profondità dei temi trattati si legge sempre con curiosa attenzione. Inoltre le ricerche che D’Arragon ha dovuto fare per ricreare l’ambiente sono comunicate con precisione di studioso in un’ampia bibliografia finale, che costituisce una vera e propria guida del mondo bizantino dell’epoca.

Aspettiamo con vivo interesse la terza puntata, che ci dicono sarà dedicata alla scoperta del misticismo islamico: in questi tempi di contrapposizioni religiose sempre più rigide e intolleranti, un’opera narrativa che mostra quanto, sotto sotto, la ricerca della Verità non possa essere confinata all’uno o all’altro credo, è un coraggioso atto controcorrente.

(Duccio Pasqui)

*http://www.biblioteca.montepulciano.si.it/node/702 

 

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