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Il libro della settimana…dal 15 al 20 febbraio 2010

Sacha Naspini

i Cariolanti

Roma, Elliot 2009

 

Un libro che si legge d’un fiato e che si diffonde per passaparola: un’affabulazione in prima persona di una vicenda estrema, quella di Bastiano, scandita per anni chiave della sua esistenza al limite dell’umano, che inizia sottoterra negli anni della Grande Guerra, in un nascondiglio scavato dal padre nel bosco, per concludersi nel secondo dopoguerra nella stessa buca in compagnia dello scheletro del padre ritrovato.

In tempo di guerra, mentre si consuma l’ecatombe nelle trincee, la famiglia di Bastiano vive nei boschi della Toscana in agguato di prede per sfamarsi, e non va tanto per il sottile quando la fame attanaglia. L’immaginario di Sacha Naspini si nutre di riferimenti danteschi, là dove “più del dolor poté il digiuno”, e scava nella Maremma profonda, di cui è originario, per catturarci con storie impastate in una lingua primaria e selvaggia, attribuita ad un protagonista animalesco e viscerale. Non è una storia di vampiri o di licantropi, ma l’ansia che trasmette è equivalente se non più intensa, dato il tono realista della narrazione.

La stessa ansia che i bambini nutrono per i Cariolanti e il loro carrettino sgangherato, con cui i genitori cercano di spaventarli: “Se a cena qualche bimbo viziato non mangia tutto, di notte arrivano loro, ti prendono e ti portano via per mangiarti vivo nella loro tana”.

(Silvia Calamandrei)

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