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Giulietta e Romeo a Montepulciano: “Il Pozzo dell’Amore nella Città Sotterranea” di Paolo Barcucci

Paolo Barcucci

Il Pozzo dell’Amore nella Città Sotterranea

Querce Edizioni, 2016

 

Montepulciano protagonista e non più semplice scenario e sfondo truccato a mascherarla da Firenze: fa piacere che questa novella storica si ispiri alle sue vicende e le riproponga con garbo ai lettori attraverso una storia d’amore incastonata tra i palazzi e le strade del borgo trecentesco, quando Siena, Firenze e Perugia si contendevano la supremazia sul territorio.

Il visitatore di passaggio che abbinasse questo librino alle descrizioni della sua guida turistica (o a quanto ritrova googlando sul suo cellulare) scoprirà tanti aspetti che rischiano di essere trascurati da un “turismo mordi e fuggi”.

Paolo Barcucci, che da editore, assessore all’ambiente ed ecologista ha animato la vita culturale poliziana ed ora se ne è allontanato per impegni professionali, dimostra il suo attaccamento alle radici rielaborando le tante ricostruzioni storiografiche e di storia dell’arte su Montepulciano ed il suo territorio, a partire dalla fondamentale storia di Spinello Benci, più volte riedita anche in anastatica. Paolo è stato editore e curatore di tante guide e opere dedicate all’arte, all’architettura e alla storia del territorio, oltre ad esserne sagace fotografo, e dunque padroneggia perfettamente il repertorio delle fonti, studiato a suo tempo da Ilio Calabresi, di cui si sta riordinando l’archivio ad Acquaviva.

La novità della riproposizione delle vicende medievali, dell’epoca in cui dominavano i Del Pecora in lotta con altre famiglie e divisi tra loro nel sostegno a Siena o a Firenze, sta nella forma favolistica, quasi bruscellesca, che mette al centro due giovani, Niccolò e Francesca, rampolli rispettivamente di due famiglie rivali, i Capuleti e Montecchi locali. E il luogo magico dell’incontro sono i sotterranei dei palazzi, quelle gallerie scavate nel tufo che percorrono la città collinare fin dall’epoca etrusca, facendone ideali cantine per la conservazione del vino e depositi di cibo per il commercio, preziosi in caso di assedio, ed anche vie di fuga quando i conflitti intestini si fanno troppo acuti.

Non è un caso che la prefazione sia di Marco Ercolani, orgoglioso produttore locale che ha restaurato e valorizzato i percorsi sotterranei, e che ha incoraggiato l’autore ad offrire un racconto che incuriosisca e diverta i turisti che vengono da ogni parte del mondo a godersi le bellezze artistiche e paesaggistiche di Montepulciano. Questo librino, di cui si annuncia anche una edizione inglese, aiuterà a capire che non ci sono solo gli intrighi della famiglia Medici, come nel serial televisivo di successo, in cui Montepulciano si è travestita da Firenze. Anche i fratelli Del Pecora, Jacopo e Niccolò, erano rivali nelle alleanze, e il controllo di Montepulciano, così come di Monte San Savino, poteva essere fondamentale per gli equilibri in Toscana, innescando lotte fratricide.

Interessanti le tante divagazioni socioeconomiche sulle produzioni dell’epoca nel territorio, dallo zafferano alla vite all’olivo, e sul ruolo mercantile della classe dirigente locale, così come i dettagli sanitari, vestimentari e più in generale antropologici che Paolo riesce a trasmettere al lettore. Non manca l’accenno alla peste e all’antisemitismo che spinse ad attribuire un ruolo di untori agli ebrei presenti all’epoca nella cittadina. Poetico il riferimento agli affreschi del Lorenzetti a Siena, immaginando che Francesca abbia ispirato i tratti della Pace nel Palazzo Pubblico di Siena. Accurati i dettagli paesaggistici nelle descrizioni dei viaggi verso l’Amiata, Siena o Monte San Savino. Per chi scrive, prezioso il riferimento ad un grande leccio su un poggio che fa da manto protettivo ai due giovani innamorati.

La ricchezza di riferimenti rischia di fare aggio qui e là alla fluidità narrativa, e la cornice contemporanea poteva essere risparmiata andando direttamente in medias res. Ma alla sua prima prova letteraria forse l’autore sentiva il bisogno di darsi una giustificazione ed un supporto, oppure aveva voglia di rendere omaggio a quei combattenti della seconda guerra mondiale venuti da lontano a battersi per la nostra libertà: per questo si è inventato un emissario della Commonwealth War Graves Commission che viene a Montepulciano ad occuparsi delle loro sepolture e si addentra con il lettore nei cunicoli sotterranei a scavare nel passato.

/(Silvia Calamandrei)

 

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