30 Firenze, 24 febbraio 1554
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c. 273r
Firenze, 24 febbraio 1554
Cosimo Medici Duca di Fiorenza
Spettabili nostri Carissimi. Per li denari che voi dite esservi deuti dal Capitano Antonio Maria per il vino dato a’ lui et suoi soldati; et anco per il pane datoli da quel vostro povero huomo, se li è, scritto che vi debba satisfare, et pensiamo non mancherà in questo di quanto se li appartiene. Quanto alli duoi tabarri se ne farà dir una parola al Signor Giovanni Savello, che se saranno in essere si vedrà di farveli restituire. Ancorché certe cose così fatte non si possono mai interamente recuperare vi cometteremo ancora che la causa di quello Ansideo, che verte dinanzi alli Officiali dell’Abundantia sia terminata quanto più presto, acciò che egli possa ritornarsene di costà a servire all’offitio suo et ai commodi di cotesta comunità come ricercate, che è quanto in risposta della nostra ci occorre. Bene valete. Di Firenze Il dì XXIIII di Febraro 1554.
El Duca di Fiorenza
