40 Firenze, 9 novembre 1554
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c. 296r
Firenze, 9 novembre 1554
Cosimo Medici Duca di Fiorenza
Spettabili nostri Carissimi. Sendo li Sanesi stati quelli che hanno rinovato sotto la tregua, giudichiamo che ragionevolmente li sia stata resa la pariglia, dal Signor Leonida, quale approviamo, ci pare ancora che cotesta Communità habbia la scusa pronta, per rispondere alla Communità di Chianciano, perché se si ammettesse loro la pretensione di ignoranza, pare a noi che sempre si potessi usare questo sutterfugio, et vendere vana ogni sicurtà. Habbiamo adunque dichiarato, che le prede fatte dall’una banda et dall’altra sotto la suspensione subsistano, et ciascuno comporti il danno suo, et se fuor di questo, loro si contentono, che la suspensione seguiti; et si osservi per il tempo convenuto, ce ne contentiamo ancor noi, ma sarà necessario fermarla con altro che con scritture, et a ogni modo non si assicuri mai interamente, sopra essa, ma starsene su la solita guardia; noi non veggiamo che ci si possa pigliari altro migliori expediente, per tutti i respetti; et aspetteremo d’intendere quello che si rivolverà, et succederà più oltre in questa materia. Quanto alli 2.000 scudi della suventione s’è ordinato si lassino costì per pagamento de soldati o altro che occorresse, et che non siate altrimenti stretti a mandarli qua, et essendo in contrario ricercati da persona, mostrerrete questo Capitolo per fede della volontà nostra, et circa li 150 ducati che scrivete haver prestati a Iacomo de Medici per pagar li soldati, si vedranno li conti, et di quel che sarà giusto non se mancherà sendo noi sempre per disporci volentieri a far tutti quelli commodi a cotesta Communità che potremo, come benemerita, state sani. Da Fiorenza Il dì IX di Novembre 1554.
El Duca di Fiorenza
