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Recensione: Giuliano Amato, Bentornato Stato, ma. Il Mulino, 2022

Giuliano Amato, Bentornato Stato, ma, Il Mulino 2022

 

In un agile volumetto Giuliano Amato ragiona sul ritorno dello Stato dopo la fase liberista e si preoccupa che non riemergano vecchi vizi di eccesso dì regole, di  gestione burocratica ed di autoritarismo. L’orizzonte della sua elaborazione era quello della pandemia, cui purtroppo nel frattempo si è aggiunta la guerra in Europa. La sua dichiarazione finale di fiducia nella superiorità dei sistemi democratici dovrà fare i conti con questo nuovo orizzonte che  alimenta ulteriormente spinte autoritarie.

Il maestro cui si rifa nel capitolo iniziale è Douglass North, premio Nobel  1993 per l’economia, che ha studiato l’evoluzione economica del sistema occidentale e delle sue istituzioni, comparando in fasi storiche e situazioni geografiche differenti il ruolo rispettivo dello Stato e del mercato e concentrandosi sull’efficacia dell’intervento pubblico sull’economia. Il nodo è quello dell’efficienza dell’intervento pubblico, in una fase in cui sta ridiventando essenziale.

Amato prende atto che dopo la crisi fiscale dello Stato, con eccessi di debito pubblico, di burocrazia e di infiltrazioni politiche nei gangli delle imprese si è assistito ad una politica di riduzione dell’intervento pubblico attraverso le privatizzazioni, lo smantellamento degli enti pubblici, la limitazione delle politiche industriali ai soli incentivi fiscali: neo liberalismo con al centro la concorrenza e le sue virtù.

Il panorama odierno è profondamente cambiato: tornano le regolazioni di settore, orna la proprietà pubblica delle imprese, torna lo Stato investitore, per non parlare dello Stato provvidenza distributore di reddito. Ma, ammonisce Amato, laddove può fallire il mercato e la concorrenza, anche lo Stato non è esente da fallimenti: non basta la bontà delle intenzioni ad evitare distorsioni.

Quali antidoti contro le devianze e gli eccessi di intrusione? Se l’indebolimento del sistema dei partiti rende meno pericolosa la corruzione e la funzionalizzazione della spesa a fini clientelari, disponiamo anche di nuove normative, come la legge Severino in funzione anticorruzione, e di nuove tecnologie informatiche che agevolano i sistemi di controllo e di responsabilizzazione della pubblica amministrazione.

Ma quello che interessa ad Amato è il pieno funzionamento di un sistema di trasparenza e democrazia: il forte potere centrale deve accompagnarsi a responsabilità diffuse, delle istituzioni territoriali, delle autonomie private, delle aggregazioni di interessi collettivi e sociali. Democrazie governanti, come auspicava Bourdeau, finalizzate a trasformare l’esistente in funzione di bisogni sociali non soddisfatti. Ben tornato Stato, ma immune dai vecchi vizi!

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