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Una donna fuori dagli schemi: "Dove nasce il vento: vita di Nellie Bly" di Nicola Attadio

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Nicola Attadio

Dove nasce il vento: vita di Nellie Bly

Milano, Bompiani, 2018

 

Nicola Attadio, professionista della comunicazione editoriale e radiofonica, si è innamorato di una giornalista americana di fine Ottocento, che ha presentato al programma di Radio 3 "Vite che non sono la tua". Ce ne racconta la vita coraggiosa e la capacità di affermarsi sfidando le convenzioni in un mondo quasi tutto maschile. Attraverso la vicenda abbiano anche uno squarcio sulla stampa statunitense e le sue battaglie sociali e civili, fatte di denunce di abusi, corruzione e scandali che reclamano giustizia.

Nellie Bly è lo pseudonimo scelto dalla giovanissima Elizabeth Cochran per firmarsi per il "Dispatch" di Pittsburgh con un reportage su Messico. Passerà poi al "World" di New York, del mitico Pultzer, per il quale realizza nel 1887 uno scoop sotto copertura nel manicomio femminile dell'isola di Blackwell, denunciando le condizioni in cui sono tenute le recluse.

L'impresa successiva sarà quella di sfidare il personaggio del Giro del mondo in ottanta giorni, riuscendo a compiere il viaggio in meno giorni di Phileas Fogg. Ed il periplo non può che partire da un'intervista a Parigi a Jules Verne e sua moglie, che brindano al successo della giovane reporter. Applaudita lungo il percorso ed acclamata al rientro a San Francisco, Nelly è ritratta nell'abito da viaggio che si è fatta confezionare appositamente per ridurre al minimo il bagaglio, evitando la necessità di troppi capi di ricambio.

Le inchieste successive sono dedicate a problemi sociali, alle condizioni delle carceri, alle lotte sindacali. Famosa la sua intervista in carcere all'anarchica Emma Goldman , nel 1893.

Sposando a sorpresa un ricco imprenditore siderurgico, Nelly si trasforma in manager, senza trascurare però le problematiche dei lavoratori.

Ma il giornalismo è la sua vera vocazione e quando si ritrova in visita in Europa allo scoccare dell'ora della Grande Guerra non può far a meno di trasformarsi in corrispondente di guerra sul fronte austro-ungarico. Dal fronte orientale i suoi articoli faranno conoscere agli americani gli orrori della guerra negli anni cui perdura ancora il neutralismo wilsoniano.

Rientra a New York agli inizi del 1919 e dedica gli ultimi anni che le restano (morirà nel 1922) ad una rubrica di lettere e dialogo coi lettori puntando a dare aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Era questo l'insegnamento tratto dalla tragedia della guerra, dove già si era impegnata al soccorso degli orfani e delle vedove.

Un percorso di impegno e di professionalità, declinato al femminile, che Attadio ci racconta con brio, facendo precedere i capitoli da una sorta di colloquio diretto con il personaggio.

(Silvia Calamandrei)