Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

Un testo lungimirante: "Patologia della corruzione parlamentare" di Piero Calamandrei

Piero Calamandrei

Patologia della corruzione parlamentare

Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2017

 

Le Edizioni di Storia e Letteratura rieditano in agile librino color ciliegia due saggi di Calamandrei su corruzione parlamentare e parlamentarismo che già erano stati raccolti nella antologia Costituzione e leggi di Antigone [La Nuova Italia 1996] curata da Alessandro Galante Garrone.

Il primo risale all'epoca della Costituente, e fu pubblicato sula rivista "Il Ponte" nell'ottobre 1947: alla vigilia della messa in opera della nuova Costituzione repubblicana, Calamandrei si preoccupa di definire una tipologia di rischi di degenerazione che il nuovo Parlamento corre,senza prescriverne i rimedi: una "patologia" e non una "farmacologia", pur con l'avvertenza che solo l'"educazione politica" può "ridurre e far scomparire i pericoli e le occasioni della corruzione parlamentare". Calamandrei controbatte al qualunquismo e alle chiacchiere diffuse , raccolte anche dalle conversazioni in treno, secondo cui tutti i politici sarebbero "delinquenti e ladri", e ne imputa l'origine ai secoli di "servaggio" e all'esperienza recente del fascismo, in cui la corruzione era divenuta instrumentum regni.

La sua disamina è funzionale ad un appello finale ai cittadini e alla loro partecipazione: se si offendono i loro rappresentanti, devono sentirsi offesi essi stessi che li hanno eletti: l'esercizio della libertà implica il senso e l'assunzione della responsabilità.

Il saggio è la prosecuzione di un breve scritto dell'agosto 1943, nel breve interludio tra 25 luglio ed 8 settembre, che le Edizioni Henry Beyle stanno per pubblicare avendolo recuperato dalla rivista "Argomenti " anno II.

Intitolato Numero uno: la politica non è una professione, è un primo abbozzo di galateo per il post-fascismo e per le nuove generazioni, e l'auspicio di una "rivoluzione politica" che risani l'Italia e non si limiti ad un "cambio della guardia". Vogliamo segnalarlo e preannunciarlo evidenziandone i nessi con gli scritti qui presentati, l'ultimo dei quali si intitola Appunti sul professionismo parlamentare. Scritto nel 1956 in una raccolta di saggi in onore di Mondolfo, e pubblicato postumo su "Critica sociale", vuole essere una riflessione a dieci anni di distanza su una esperienza di Parlamento eletto a suffragio universale nel quale si registra una "burocratizzazione" ed una logica perversa nel quale le ragioni di Partito o personali prevalgono sul bene pubblico e nel quale la politica si è trasformata in professione. Calamandrei invita a disciplinare il fenomeno "in modo che non porti alla rovina della democrazia".

Nella sua introduzione Gianfranco Pasquino inquadra ed attualizza la riflessione in merito, concentrandosi sul tema attualissimo della "rappresentanza". 

(Silvia Calamandrei)