Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

Una Cina poco conosciuta...: "Le avventure di un ragazzo brutto"

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LIBRI RICEVUTI

FANTASIE EROTICHE DI EPOCA MING:


Le avventure di un ragazzo brutto

Roma, Editrice Orientalia, 2017

Prefazione, premessa e postfazione a cura di Giovanni Vitiello. pp. 120, ill. b/n, Roma

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Nella collana dei classici le edizioni Orientalia pubblicano questo gioiellino della letteratura fantastica ed erotica del XVII secolo cinese, di autore aninimo noto come il Maestro Cuore di Luna.
In sogno un letterato brutto ma risultato primo agli esami si trasforma in un ragazzo bellissino concupito prima dal re del Regno dei Figlimaschi, e poi dal re del Paese delle Donne; nella confusione dello yin e dello yang va incontro anche a stupri e violenze, per risvegliarsi poi deciso a riscattarsi nella sublimazione buddista dei desideri ai quali si era abbandonato.

dalla scheda editoriale:
Le avventure di un ragazzo brutto presenta per la prima volta in traduzione un raro racconto (omo)erotico cinese pubblicato intorno al 1630, nell'ultimo decennio della dinastia Ming.
Il racconto è rappresentativo della narrativa pornografica cinese, genere che conosce il suo periodo di massima fioritura proprio nel Seicento. Si distingue tuttavia per la sua originalità, sia in termini di rappresentazione erotica, che tende al fantastico e al surreale, sia per la sua lingua al tempo stesso squisitamente letteraria e schiettamente volgare, registri vertiginosamente presenti non di rado nella stessa pagina. Con un gusto analogo per il contrasto, tra puntuali resoconti di fantasmagorici congressi carnali e sequenze di mirabolanti amplessi, la fiaba erotica di Maestro Cuor di Luna ci illustra simbolicamente la teoria buddista del desiderio come agente di autodistruzione, ma anche come possibile strumento di consapevolezza e, in quanto tale, veicolo dell'illuminazione.

(Silvia Calamandrei)

 

Aggiungiamo che proprio uno dei "classici" erotici cinesi è stato uno dei primi testi di letteratura cinese che in Italia sono usciti dal ristretto gruppo dei sinologi: parliamo de "Il fiore di pruno nel vaso d'oro", che già dal titolo la dice lunga, dove si narrano le avventure erotiche e non di un "faccendiere" dell'epoca Song (ma è un espediente letterario, in realtà ci si riferisce all'epoca Ming). Il romanzo, piuttosto esplicito, ha però soprattutto una fortissima carica di critica sociale alla corruzione dilagante di quel periodo, che lo rende ahimè piuttosto attuale e trasversale a molte culture (anche per la parte erotica, del resto, dove oltretutto la sfrenatezza dei desideri porta alla morte il protagonista). La prima edizione italiana, con il titolo cinese traslitterato "Chin p'ing mei", fu pubblicata da Einaudi nel 1955.

(d.pasqui)