Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

23 aprile 2016: la Giornata del Libro. Cinque edizioni antiche dell'Istituzione esposte al Museo Civico di Montepulciano

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Nel quandro della "Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'autore" (23 aprile 2016), grazie alla collaborazione del Museo CIvico - Pinacoteca Crociani di Montepulciano, proponiamo ai nostri amici e ai visitatori una piccola esposizione di opere a stampa del nostro Fondo antico, prodotte nelle officine di Aldo Manuzio e dei suoi eredi. L'esposizione è nei locali del Museo Civico e rimarrà visibile fino al 25 aprile.

(Per saperne di più sulla "Giornata del libro": http://www.senatoperiragazzi.it/media/Documenti/23_aprile_festa_libro/impaginato_web.pdf )

 

LE "ALDINE" DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI MONTEPULCIANO

Dal 19 marzo al 19 giugno 2016 le Gallerie dell'Accademia di Venezia ospitano una importante esposizione, dal titolo "Aldo Manuzio: il rinascimento di Venezia " che vuole evidenziare il ruolo e l'importanza di Aldo Manuzio (1449 - 1515) e del suo lavoro di editore e tipografo per la conservazione e diffusione della cultura, agli inizi della stampa e alle radici della cultura moderna.

La Biblioteca Comunale "Piero Calamandrei" di Montepulciano conserva nel suo Fondo Antico 29 opere stampate dalla tipografia Manuzio, di varia provenienza. Qui ne presentiamo cinque: con questa piccola esposizione ci auguriamo di riuscire a far apprezzare ai gentili visitatori il fascino e la bellezza di una produzione tipografica ai suoi tempi rivoluzionaria e quanto mai "moderna".

Esponiamo inoltre l'edizione critica (Padova, Antenore, 1980) di quella che è forse l'opera più famosa stampata da Manuzio, l'"Hypnerotomachia Poliphili", un bizzarro viaggio iniziatico fatto in sogno in un mondo di simboli che il protagonista Polifilo compie, alla ricerca della donna amata, personificazione dell'Amore di Platone. Stampato nel 1499, con 196 bellissime xilografie, è uno dei vertici dell'arte tipografica di tutti i tempi: il Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale italiano ne segnala presenti solo 9 esemplari.

Ecco una presentazione dell'importante mostra veneziana, tratta dal relativo sito internet (http://www.mostraaldomanuzio.it/exhibition)

Vedrete una mostra su come il libro cambiò il mondo, e su come e perché avvenne a Venezia, porta fra oriente e occidente.

Il protagonista di questa rivoluzione fu un forestiero, giunto da Roma a Venezia per ritrovare la Grecia antica, filtrata attraverso Bisanzio: Aldo Manuzio.

Tra il 1495 e il 1515 stampò un centinaio di edizioni di una bellezza senza pari, che crearono di fatto il libro e l'editore moderno e soprattutto inventarono il pubblico.

[...]

Aldo pubblicò  i testi dei grandi classici della cultura greca e latina, ma insieme i bestseller della letteratura in volgare, anche contemporanea.

Lo fece con un'impeccabile cura filologica e un design senza precedenti, sia nel formato che nei caratteri di stampa, ritrovando la bellezza nelle "divine" proporzioni del mondo classico.

Con Aldo ed i suoi "classici tascabili", il libro uscì dai circoli degli studiosi di professione, si moltiplicò ed entrò nella vita delle persone. La lettura divenne rapporto diretto con l'autore, un momento intimo, silenzioso, una provvidenziale quiete nelle battaglie della vita.

Con ciò, e grazie alla bellezza del nuovo prodotto, Aldo letteralmente inventò il pubblico dei libri, come Steve Jobs farà secoli dopo con lo smartphone (cominciando anche lui dallo studio della calligrafia antica). Il successo dei libri di Aldo fu immediato ed europeo, e il concetto stesso di cultura non fu più quello di prima.

La mostra racconta il momento in cui, nella Venezia ancora gotica, i "classici tascabili" di Aldo entrarono come rompighiaccio nelle case dell'aristocrazia e dell'emergente borghesia mercantile.

Presero vita nuove forme d'arte, sconosciute sino ad allora. Giovanni Bellini, dopo decenni di quadri religiosi, realizzò dipinti da stanza di carattere mitologico. Giorgione diede vita al ritratto individuale, che non rappresenta più il ruolo sociale dell'effigiato, ma il suo mondo privato e personale.

[...]

Un'arte nuova, una cultura nuova, la scienza che nasce: la mostra racconta questo singolare intreccio, alle origini della "modernità".

Non è solo una mostra di bellissimi libri, o di quadri splendidi giunti dai musei di America ed Europa. Come ha scritto Cesare De Michelis, è una mostra sui doni del libro.