Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

Le peregrinazini di una cinese nel mondo: ""Black Country to Red China" di Esther Cheo Ying

Esther Cheo Ying

Esther Cheo Ying

Black Country to Red China, Vintage Books, Londra 2009

  

Esther Cheo Ying è ora una signora di più di ottant'anni, che vive nei sobborghi di Londra e viaggia tra Cina, Australia e Spagna, impegnata a scrivere il seguito di questa sua autobiografia, che si ferma alla fine degli anni 50, quando lasciò la Cina in preda ai sussulti della campagna contro la destra e il Grande Balzo in avanti.

Già questo primo libro è densissimo di eventi: una vita avventurosa e ben raccontata, che fa pregustare il seguito.

Nata a Shanghai nel 1932 da madre inglese che aveva sposato un ricco studente cinese conosciuto a Londra, Esther viene riportata dalla madre a Londra alla vigilia della seconda guerra mondiale, sia per sfuggire all'occupazione giapponese, sia per i contrasti con la famiglia del marito, poco accogliente nei confronti della "straniera". In Inghilterra viene affidata dalla madre, che deve guadagnarsi da vivere, ad una famiglia di minatori, e cresce in un ambiente proletario con una forte identità di classe. Finita la guerra, giovanissima, ha sentore dello scontro tra comunisti e Guomindang per il controllo della Cina, e si imbarca con l'obiettivo di ritrovare il padre. Si sposa prima di partire, con un aviatore dell'esercito nazionalista cinese, ma i due si dividono una volta arrivati in Cina, scegliendo schieramenti opposti. Esther si arruola nell'Esercito popolare di Liberazione e dal 1949, nella Pechino appena liberata dai comunisti, lavora alla radio mettendo a frutto la sua competenza dell'inglese. Dopo varie storie amorose sposa il giornalista del quotidiano comunista britannico Alan Winnington, ed è in questo contesto che l'ho conosciuta bambina a Pechino, alloggiando con lei quando i miei genitori partirono assieme a Winnington per il Tibet.

Le vicissitudini che Esther vive a partire dalla metà degli anni 50, quando si scatenano una serie di campagne che mirano a colpire gli intellettuali con influenze straniere, la spingono ad allontanarsi dalla Cina. Ma lì rimane la sua famiglia cinese d'origine, con la quale è rimasta sempre in contatto, e molte cose potrà raccontare nel seguito della sua biografia, a proposito della Rivoluzione culturale e della Cina delle riforme e della modernizzazione.

Il mio incontro con lei quest'estate a Londra è stato pieno di ricordi e scambi sul presente e lo racconto in una breve memoria che sarà pubblicata dalla rivista "Lo straniero".

(Silvia Calamandrei)