Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

La Cina al Nobel

Il Nobel della letteratura allo scrittore cinese Mo Yan

 

Stavolta non ci sarà la sedia vuota per il Nobel cinese: Mo Yan, fertile scrittore che descrive la Cina profonda e le sue contraddizioni, è un autore accettato dall'establishment, salvo quando le sue descrizioni si fanno troppo crude o troppo forti eroticamente o quando tocca temi particolarmente controversi.

A chi lo critica per aver mantenuto posizioni nell'Associazione ufficiale degli scrittori e per aver ricevuto premi dal governo cinese, risponde che c'è chi preferisce gridare per strada e chi invece si esprime nel chiuso delle sue stanze. E si è potuto permettere con Rane (di prossima uscita da Einaudi, per la traduzione di Patrizia Liberati) anche una descrizione dei drammi e traumi della politica del figlio unico. Insomma uno scrittore dal realismo onirico e allucinato, di origine contadina, cresciuto nelle fila dell'Esercito popolare (canale di promozione per i figli dei contadini), che dagli anni Ottanta ci offre grandi affreschi delle vicissitudini del paese;

Dopo le scrittore del dissenso Gao Xingjian (pubblicato solo all'estero) e il fautore dei diritti democratici, Liu Xiaobo, stavolta il Nobel non é uno schiaffo alla Cina, ma il riconoscimento della qualità letteraria di uno dei suoi più prolifici scrittori. Nonostante lo pseudonimo che significa "Non parlare" Mo Yan è estremamente facondo e con le sue saghe familiari e la sua immersione nella tradizione narrativa cinese rappresenta con forza la Cina d'oggi, non quella emergente urbana, delle nuove classi medie, ma la grande Cina sommersa delle campagne che migra nelle città con il popolo dei mingong.

Popolare in Italia per Sorgo rosso, e Grande seno fianchi larghi , ma anche per le raccolte di racconti come L'uomo che allevava i gatti e Supplizio del legno di sandalo e la recente Le sei reincarnazioni di Ximen Nao (Einaudi 2009), Mo Yan ha un linguaggio ricco e fantasioso, che ricalca la tradizione narrativa orale. Una sfida per i traduttori che vogliamo complimentare assieme all'autore e alla curatrice di molte sue opere in italiano, Maria Rita Masci.

Complimenti in particolare all'amica Patrizia Liberati, che ci ha aiutato ad allestire la mostra Il drago e la farfalla  di quest'estate:è lei la traduttrice di Le sei reincarnazioni di Ximen Nao e Le rane, di prossima uscita.

(Silvia Calamandrei)