Biblioteca Comunale di Montepulciano

Biblioteca Archivio Piero Calamandrei

Elegie per amiche e amici: "Due vite" di Emanuele Trevi e "Miss Rosselli" di Renzo Paris

Emanuele Trevi

Due vite

 

Renzo Paris

Miss Rosselli

 

Vicenza, Neri Pozza, 2020


Abbino queste due letture, pur nella diversità di approccio e generazionale, perché sono entrambi libri di inno all'amicizia, e di capacità di mettere il lettore in empatia con figure singolari e molto amate, raccontate con autenticità. L'evocazione di un mondo letterario e poetico di cui i due autori sono stati testimoni e che ci tengono a trasmetterci.

Emanuele Trevi continua a raccontarsi e a narrarci la Roma a cavallo del millennio attraverso la storia di due amicizie fondanti la sua esistenza, dopo averci dato in Sogni e favole ritratti e ricordi preziosi di personaggi che hanno avuto un ruolo chiave nella sua formazione, da Arturo Patten a Amelia Rosselli, un'"anima in pena", come l'ha sentita definire dall'oste di via del Corallo, entrambi con un anelito all'assoluto.

Stavolta le due vite su cui indugia con emozione sobria e grande delicatezza di tocco sono quelle di Rocco Carbone e Pia Pera, amici con i quali ha vissuto momenti straordinari, fin dall'incontro a Parigi per scoprire e contemplare insieme L'origine del mondo di Courbet, quadro lasciato in eredità da Lacan al Museo d'Orsay. I due amici scomparsi si alternano nella memoria, talvolta associati, altre volte nei loro percorsi individuali e sofferti. Due intellettuali e scrittori di grande rigore, ma ai margini della mondanità letteraria e del mercimonio culturale, traduttori, curatori editoriali, inventori di progetti creativi. Più sofferto e sempre insoddisfatto Rocco, alla ricerca della propria chiave di scrittura e di vita; più solare e festosa Pia, con il suo giardino-orto e la dimensione campestre che sceglie scoprendosi una vocazione.

Una affascinante signorina inglese, Pia, suggerisce Trevi ed in qualche modo ritroviamo nell'elegia dedicata ad Amelia Rosselli da Renzo Paris la stessa immagine addirittura nel titolo.

Venti anni separano Trevi e Paris, due generazioni nella storia letteraria e politica romana. Paris frequenta da giovane approdato a Roma e partecipe del movimento del Sessantotto gli scrittori e i poeti che si incontrano ancora per conversare e discutere: Moravia, Pasolini, Elsa Morante, Sandro Penna, Dario Bellezza, ed è in quest'ambiente che conosce Amelia Rosselli, la straordinaria poetessa trilingue che porta addosso il peso delle sciagure del Novecento, segnata fin dall'infanzia dall'assassinio del padre e dello zio. Ce la descrive nei suoi smarrimenti e nei suoi deliri maniacali, ma anche nel suo seguire in bicicletta sbarazzina, con un fazzoletto rosso al collo ed una visiera, i tanti cortei e manifestazioni di quegli anni. Così come nelle sue straordinarie performance di lettura poetica. Memorabile quella del 1979 a Castelporziano.

Paris accenna ai suoi "amorastri" non sempre ricambiati o risolti, da Scotellaro a Guttuso, e racconta della sua ossessione di essere spiata dalla CIA, in anni in cui peraltro la strategia della tensione non sembrava darle tutti i torti. Ma soprattutto sa trasmetterci la complessità dei riferimenti letterari e musicali di Amelia, trilingue perché condannata all'esilio, e la solidità del suo pensiero critico pur nelle vibrazioni oracolari e sciamaniche. La schizofrenia con la quale combatte per tutta la vita e che ne disturba le relazioni spingendola alla solitudine, non le impedisce di vivere con intensità la tragedia del "secolo breve" e di saperla esprimere poeticamente. Sempre caustica con Alberto Moravia, al quale non perdonò di non aver reagito apertamente all'assassinio dei cugini e di aver scritto Il conformista, che dà una lettura ambigua delle figure rievocate. Vicina ai comunisti (si sentiva al sicuro solo nella sezione di Campo de' fiori), ma sempre fedele agli ideali del Socialismo liberale del padre.

(Silvia Calamandrei)